San Valentino. Giulietta, la donna Aquila che ha il cuore verde

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A di Amore.

 

Ti Amo. E’ quando il cuore diventa vento, dove il palpito e’ un battito d’ali che bramano il volo. Ti Amo, Amore. E’ una freccia che scocca dall’arco di un Dio Bambino, Cupido, la freccia che non teme d’essere vento che si fa fulmine, metamorfosi del vento in luce, Amore e’ il sospiro di Giulietta al balcone che parla a Romeo e vorrebbe che l’allodola, uccello del mattino, non cantasse mai per non staccarsi dal suo Amore, lei pensierosa colomba. Amore e’ un pappagallo che nel salotto di Italia Amica su Canale Italia fa guizzare i suoi occhi rossi come pesci tra le parole degli ospiti, le domande di Mariastella Gallotti e le carezze di Ghyblj, primo attore del programma e compagno umano di Amore, diventato celebre per essere volato tra le mani di Papa Francesco. Il pappagallo apre, e un vento danza, apre le sue ali verdi come l’amore, perché l’antico colore dell’amore e’ il verde; il rosso e’ il colore della passione. Le ali: vertebre aeree, che’ aria e fuoco, memoria e dimenticanza e’ l’amore.

 

Amore e Volo. Volo come coppia: trinità di ali quando i corpi sono due. La coppia della volontà che prende per le spalle la ragione e insieme spiccano un salto lassù dove si fondono con la necessità di un vento che soffia dove vuole, che non ci fa essere più un io ma un noi. Amore come Valentino, San Valentino, che inizia con Vale. Volo, Vale: i nostri due auguri per San Valentino. Donna e Uomo, volate d’Amore, e Vale: non temete, alzatevi al di sopra del vento a occhi chiusi per baciare i vostri corpi che hanno creato le loro ali perché sono corpi solo se insieme. Una fusione di luci che fa più chiarezza sul mondo opaco. 

  

A di Aquila

 
Si chiama Beatrice l’aquila che il guerriero Manfredi porta sulla spalla, Beatrice come la donna che conduce Dante fino alla Rosa dei Beati nel Paradiso. Beatrice, la donna angelicata, nel Pianto di Camilla diventa un’aquila. Aquila, simbolo del Vangelo di Giovanni il cui prologo e’ puro Amore. Nessun testo letterario ha un inizio altrettanto vertiginoso. La vertigine di parole possenti e comprensibili solo se si ama. . E in quale modo si può amare? In quanti modi può amare l’essere umano? Osservare un’aquila e cercare di capire, meglio di sentire il suo volo che più alto arriva tra tutti gli essere creati. Essere come un’aquila, sola tra le vette, tra i fischi dei venti che s’intrecciano in quota, essere donne aquile sulla spalla di un uomo. Portarlo in alto nella purezza, tornare a salvarlo con la forza di ali che non hanno paura. La donna. Cosa deve perdere di tutto quello che dopo tante lotte ha trovato e cosa deve trovare di tutto quello che in mezzo a tante lotte ha perduto? E l’uomo è ancora forte, gentile, onesto e consapevole di se’ da riuscire a tenere un’aquila sulla sua spalla, senza farla fuggire, senza pretendere che a volte non raggiunga le altezze a cui è destinata, senza tagliarle le ali, sapendo che quelle ali sono le sue stesse ali? E che questo potrebbe essere bello come Dio? E il Verbo e’: Amore.

 

Elena Gaiardoni

 

11 febbraio 2015

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Elena Gaiardoni

Elena Gaiardoni. Una sola parola: scrivere. Scrivere e’ amore. Inizio a scrivere nel giardino di mia madre ancora bambina. I fiori sono le mie prime pagine. La passione per la scrittura si discioglie da sempre in due rivi, apparentemente inconciliabili, ma dei quali cerco un’unica sorgente con entusiasmo e non senza sofferenza: la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. Laureata in Lettere e filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Phone’ di Carmelo Bene, che ho seguito per tre anni, intraprendo il giornalismo per necessità ma convinta di una cosa: un vero scrittore non si chiude in aula o in studio, ma come Conrad s’imbarca sulle navi e solca il mare della vita con umile curiosità. La redazione e’ la mia nave. Quest’anno ho pubblicato Il pianto di Camilla, edito da Marcianum Press.

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