”Pace”, la parola chiave di Expo

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P di EXPO
 
Pace. E’ Pace la parola chiave di Expo. Tutti si soffermano sulla prima lettera,  inizio di Esposizione, facendosi mentalmente l’idea che l’Esposizione Universale, al via a Milano il 1 maggio 2015, sia una piazza, un mercato, una vetrina, un meeting, un porto, un grande magazzino di merce, negozi, punti vendita e di scambio di materie prime legate al cibo. Expo non è una fiera, Expo è un luogo ideale il cui fine è la convivenza pacifica dell’umanità, e in questo senso dovrebbe Nutrire il Pianeta, facendo nascere da questo spazio un polo d’energia benefica per il Cosmo.

 

Spiega Giacomo Biraghi, digital pr di Expo: <L’Esposizione Universale è una piattaforma di idee e di buone pratiche, dove i partecipanti espongono in pace il loro punto di vista su un tema internazionale, senza dover stabilire chi abbia ragione o torto, o senza dover prendere in merito una decisione>.

 

Expo è un vessillo di buona vicinanza tra il bianco e il nero, tra il cibo fast e quello slow, tra quello con Ogm e quello senza, è uno spazio aperto dove qualsiasi cosa accada viene fatta in nome della Pace. Ed è questo principio che sorregge l’aggettivo Universale. Expo significa: Armonia nell’Universo. Armonia è il cibo che dovrebbe alimentare l’intero pianeta, partendo da Milano pèer arrivare magari fino a Samantha Cristoforetti.

 

P di Pianta

 

La parola Pianto è il femminile di Pianta. Il Regno de sorge in un parco, simbolo del giardino dell’Eden, quel regno di piante in cui l’uomo è stato creato. Magnolie, melograni, rose, narcisi, camomille, erbe officiali: l’elenco delle essenze presenti nel parco è davvero lungo. Ma al di là del corredo verde del giardino, la Pianta che nel romanzo si cerca è quella sola Pianta. Uno dei simboli voluti da Expo è l’Albero della vita, e la ricerca del Pianto più puro e cristallino è proprio la ricerca della Pianta da cui proveniamo, l’Albero della VIta. In un certo senso MIlano in questi sei mesi diventa un Regno, in cui cercare il primo seme da cui si origina la vita. Questo è l’alimento che l’uomo desidera trovare nel cammino della sua esistenza: la prima goccia di questa scintilla di fuoco che chiamiamo vita.

 

dice l’Angelo a Maria nell’Annunciazione più celebre scritta dal poeta Rilke. Chi è la Pianta? Auguriamo uno scorrere di vita, come l’acqua dei Navigli, che sia uno scorrere in pace in questi sei mesi sotto la statua della Madonnina.

 

Elena Gaiardoni

 

1 maggio 2015

 

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Elena Gaiardoni

Elena Gaiardoni. Una sola parola: scrivere. Scrivere e’ amore. Inizio a scrivere nel giardino di mia madre ancora bambina. I fiori sono le mie prime pagine. La passione per la scrittura si discioglie da sempre in due rivi, apparentemente inconciliabili, ma dei quali cerco un’unica sorgente con entusiasmo e non senza sofferenza: la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. Laureata in Lettere e filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Phone’ di Carmelo Bene, che ho seguito per tre anni, intraprendo il giornalismo per necessità ma convinta di una cosa: un vero scrittore non si chiude in aula o in studio, ma come Conrad s’imbarca sulle navi e solca il mare della vita con umile curiosità. La redazione e’ la mia nave. Quest’anno ho pubblicato Il pianto di Camilla, edito da Marcianum Press.

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