Mamma, il profumo di Dio

Mamma, il profumo di Dio

Le onde si alzarono, dapprima dolcemente come mare di rosolio poi inaudibili, gementi. La terra si allargò in un lembo, là in fondo, come se un albero sorgesse d’improvviso con i rami già ossuti e l’intera sua ombra scura e baluginante tal che scaglie di pesce fossero le foglie sul titanico tronco, e la spezzasse, la pianta spezzasse l’uniformità darà per certa e per sorgere come una testa divina sulla superficie della terra genitrice. Si stava sciogliendo come bacini di stelle passati dagli inverni alle primavere quel cielo d’acqua tiepida così rassicurante da sembrare bambinamente eroico, immutabile come un bocciolo ben stretto nella sua camicia ddi forza. I due gemelli Camilla Lacrima Stella e Isacco Filippo Maria si parlarono.
– Tu credi che dopo questa, ci sarà un’altra vita? Chiese Camilla Lacrima Stella
– No, la vita è una sola ed è ora. Rispose Isacco Filippo Maria
– E dopo la fine un altro inizio ci coglierà, come un prato accoglie le margherite.
– Tutto finisce. Noi non siamo immortali. In questo tempo che abbiamo vissuto molto vicini nessun attimo ha eguagliato il suo predecessore e attimo alcuno, per quanto lucente, non ha lasciato nulla affinché il successivo potesse avere almeno un granello di sabbia in comune con tutti quelli che sono passati.
– Eppure sento che siamo vissuti per un’alba che non abbiamo ancora visto. Un’alba di saette e saette che si intrecciano, comportandosi a vicenda.
– E dove potrà cominciare quest’alba? Non vedi il mare è gonfio come un acino d’uva, come se dovesse essere spremuto, cosa che la terra sta per fare, viste le sue contrazioni. Anche noi saremo spremuti e di noi non rimarrà che una poggia.
– Ho sentito dire che dopo questa vita vedremo la mamma e il suo velo dolce si poserà su di noi per renderci poi trasparenti.
– La mamma non esiste.
– Ma la terra che ci ha ospitati fino ad ora è mamma. Noi siano circondati dall’amore di una madre.
– Sono solo favole. La morte e null’altra forza è madre. Quando arriva anche la speranza se ne va da questo vaso di creta rosa e azzurra in cui siamo stati felici.
– Invece, dopo questa vita, una madre ci attende e noi vedremo il suo volto. Apriremo i nostri occhi per la prima volta e senza saperlo.
– Dopo questa vita neppure noi avremo un volto. Ci dissolveremo nel nulla liquoroso oppure nell’infinito, che sono la stessa identità a noi stranee, perché in fondo non apparteniamo ne’ all’una ne’ all’altra. Il nostro è un tempo che ha necessità di coscienza, non cordialità di sogni.
– Dopo questa vita vedremo il volto del vero Amore, della Madre e del Padre.
S’alzo’ un vento che entrava nei loro corpi perfetti e li obbligava ad aprire la bocca. Il vento voleva penetrare e uscire dal petto molto dolorante, tanto doveva sforzarsi d’essere come il corno di un fuoco che soffia. Amanda Lacrima Stella e Andrea Filippo Maria si sentirono presi da un vortice e non restò loro che abbandonarsi a quel rumore senza fine, assordante come il Maelstrom. Camilla Lacrima Stella fu presa per prima e Isacco Filippo Maria ebbe appena il tempo di sentirla piangere, prima di uscire anche lui dall’utero di sua madre Letizia, che, quel mattino del 14 maggio 2017, non fece neppure in tempo ad arrivare alla clinica Mangiagalli, e partorì sull’ambulanza i suoi due gemelli.

 

Elena Gaiardoni

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Elena Gaiardoni

Elena Gaiardoni. Una sola parola: scrivere. Scrivere e’ amore. Inizio a scrivere nel giardino di mia madre ancora bambina. I fiori sono le mie prime pagine. La passione per la scrittura si discioglie da sempre in due rivi, apparentemente inconciliabili, ma dei quali cerco un’unica sorgente con entusiasmo e non senza sofferenza: la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. Laureata in Lettere e filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Phone’ di Carmelo Bene, che ho seguito per tre anni, intraprendo il giornalismo per necessità ma convinta di una cosa: un vero scrittore non si chiude in aula o in studio, ma come Conrad s’imbarca sulle navi e solca il mare della vita con umile curiosità. La redazione e’ la mia nave. Quest’anno ho pubblicato Il pianto di Camilla, edito da Marcianum Press.

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