Hillary Clinton, la prima “coppia” alla Casa Bianca

Hillary Clinton, la prima "coppia" alla Casa Bianca

Erano due ragazzi, una seriosita’ volente e non spensierata abitava i loro occhi, al di là del sorriso, qualcuno potrebbe chiamarla semplicemente ambizione, altri che hanno vissuto quegli anni sanno che non è solo volontà di arrivare primi, ma una sfida contro la tristezza di esistere che in quegli anni diventava politica, come mai prima era successo.

Un bacio era politica, un libro era politica, il sesso era politica, la preghiera era politica. Succedeva così in quegli anni, perché come per un destino che non determina solo il singolo, ma anche una generazione, la politica in quegli anni era il destino stesso di chi era giovane negli anni 60 e 70. Ed era politicamente giovane, o <forse giovane non sei stato mai> come dice Guccini in Canzone per Piero. Veniva da lontano, perché i nostri genitori non erano nobili che avevano la politica nei geni, erano persone semplici.

Non si chiamavano Windsor, Tudor, Churchill o Kennedy, non ci avevano generati pensando che avessimo scoperto le aule, le strade e le piazze non come luoghi di esistenziali incontri, ma come luoghi politici. Anche tra uomo e donna ci si incontrava per politica, e seduti si tavolini dei bar, mentre la freccia di Cupido trafiggeva il cuore, negli occhi brillava la stella dell’amore, non ci si sussurrava parole di complimenti innocenti o galanti, ma parole di politica, che era anche innocenza.

Anche le canzoni che gli innamorati si scambiano, gioiosi di sentirsi parte di un unico inno alla vita, in quegli anni erano canzoni di politica. Forse era un modo per sfuggire al perpetuo discorso di denaro, che i nostri genitori ci scodellavano, sottolineando ad ogni minuto quanto fosse costoso mettere al mondo un figlio. Tu eri stato un sacrificio per tua madre e tuo padre, un sacrificio economico, e questo peso assumeva una trasfigurazione leggera, utopica, sensibile e ribelle nella politica, che diventava passione, in tutti i sensi. Di un uomo e di una donna. Per cui non parliamo di Hillary come prima donna alla Casa Bianca, parliamo di lei come prima coppia alla Casa Bianca, ed è molto, molto di più.

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Elena Gaiardoni

Elena Gaiardoni. Una sola parola: scrivere. Scrivere e’ amore. Inizio a scrivere nel giardino di mia madre ancora bambina. I fiori sono le mie prime pagine. La passione per la scrittura si discioglie da sempre in due rivi, apparentemente inconciliabili, ma dei quali cerco un’unica sorgente con entusiasmo e non senza sofferenza: la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. Laureata in Lettere e filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Phone’ di Carmelo Bene, che ho seguito per tre anni, intraprendo il giornalismo per necessità ma convinta di una cosa: un vero scrittore non si chiude in aula o in studio, ma come Conrad s’imbarca sulle navi e solca il mare della vita con umile curiosità. La redazione e’ la mia nave. Quest’anno ho pubblicato Il pianto di Camilla, edito da Marcianum Press.

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