Giornata Mondiale del Gatto, una poesia in omaggio a tutti i mici colmi di misterioso e sensuale amore

17022015094643_sm_10873

M di Micia

La mia miciatopa dall’occhio marino
D’umore s’attonda di sotto al nasino.
Miagola, fusa, parla, soprana
E morbida sogna d’infra’ la sottana.
Se la boccuccia d’un castano siamese
Chiusa s’invirgola lontan dalle attese
Sembra domanda la forma che prende
Quando rosa la lingua procace protende.

Se un dito curioso s’attarda un minuto

Il pelo d’amore vien come velluto.

La coda, la coda si prende ogni tanto, 
Si lecca, la lecca ed è proprio un incanto.

M di Mare

Il gatto e il mare non hanno una grande tradizione letteraria comune, anche perché il mito popolare vuole il gatto nemico dell’acqua. Quindi anche nemico delle lacrime? C’è una micia ne Il pianto di Camilla. Si chiama Cassiopea, appartiene alla vecchia nutrice Linda, nonché Pizia del Regno di Porfirio, un Regno che si estende tra un parco senza fine e un mare colore del vino. Cassiopea vive in una casa su un grande albero cresciuto in mare poco lontano dalla spiaggia. Gatti, acqua, lacrime. Ma che cosa hanno a che fare i gatti con le lacrime? Secondo un’antica tradizione popolare quando i bambini molto piccoli continuavano a piangere, si consigliava di mettere nella loro culla un gatto, perché il felino aveva il potere di consolare le lacrime del piccolo, facendolo smettere di piangere. Benché per natura non accostabili all’elemento acqua, i gatti all’occorrenza nuotano bene e quindi posseggono un dono marino ancora tutto da scoprire. Forse per questo l’unica gatta Sindaco d’Italia, presente nel comune di Gravellona Lomellina, si chiama Marina. Di giorno vive in Municipio, presenzia a giunte, consigli comunali e cerimonie, al punto d’essere richiesta nei matrimoni dagli stessi sposi. Segue molto il sindaco, anche perché il primo cittadino si chiama Ratti, e alla sera insieme a Massimo Rossi, di cui è compagna, torna a casa.

A Desi, la mia micia grigia, a Marina, bianca e tigrata, e a Olivia, una splendida micetta tutta nera, dedico la poesia che scrissi a 18 anni per Celeste, la mia micia siamese. E a tutti i gatti del mondo, che sono esseri colmi di misterioso e sensuale amore, un sentimento molto complesso in loro, ma fedele e autentico, tanto che alcune voci da tempo spifferano che Karl Lagerfeld, stilista di Chanel, potrebbe sposare la sua celebre micia candida, Choupette, che comincia per C come Cassiopea, Celeste e Coco, la grande signora del filo. E cosa c’entrano i gatti con il filo? Il filo di lana e’ la loro passione, come il filo della scrittura, tanto che tutti i grandi scrittori tennero come fonte di ispirazione i gatti. Il gatto aiuta il pensiero sulla china ardua, vertiginosa e straripante della fantasia. Il gatto ti da’ la forza di accedere alla visione e soprattutto di tenerne il filo, quindi il punto di equilibrio, requisito fondamentale per scrivere. E da filo viene il nome delle lacrime. Auguri, micie e mici!

 

17 febbraio 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags

Elena Gaiardoni

Elena Gaiardoni. Una sola parola: scrivere. Scrivere e’ amore. Inizio a scrivere nel giardino di mia madre ancora bambina. I fiori sono le mie prime pagine. La passione per la scrittura si discioglie da sempre in due rivi, apparentemente inconciliabili, ma dei quali cerco un’unica sorgente con entusiasmo e non senza sofferenza: la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. Laureata in Lettere e filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Phone’ di Carmelo Bene, che ho seguito per tre anni, intraprendo il giornalismo per necessità ma convinta di una cosa: un vero scrittore non si chiude in aula o in studio, ma come Conrad s’imbarca sulle navi e solca il mare della vita con umile curiosità. La redazione e’ la mia nave. Quest’anno ho pubblicato Il pianto di Camilla, edito da Marcianum Press.

Utenti online