L'alfabeto de "Il pianto di Camilla"

Elena Gaiardoni

Elena Gaiardoni. Una sola parola: scrivere. Scrivere e’ amore. Inizio a scrivere nel giardino di mia madre ancora bambina. I fiori sono le mie prime pagine. La passione per la scrittura si discioglie da sempre in due rivi, apparentemente inconciliabili, ma dei quali cerco un’unica sorgente con entusiasmo e non senza sofferenza: la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. Laureata in Lettere e filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Phone’ di Carmelo Bene, che ho seguito per tre anni, intraprendo il giornalismo per necessità ma convinta di una cosa: un vero scrittore non si chiude in aula o in studio, ma come Conrad s’imbarca sulle navi e solca il mare della vita con umile curiosità. La redazione e’ la mia nave. Quest’anno ho pubblicato Il pianto di Camilla, edito da Marcianum Press.

"Stregati" da Milano

“Stregati” da Milano

Nel libro di Paolo Cognetti, «Le otto montagne», volume supervotato tra i cinque finalisti del Premio Strega, Milano compare ancora una volta come una città dormitorio, si diceva una volta, dove non si possono fare sogni belli sotto la luna, e nemmeno sotto il sole, data la bruttezza del paesaggio che di giorno pesa sulle palpebre dei cittadini come un… Leggi tutto

Mamma, il profumo di Dio

Mamma, il profumo di Dio

Le onde si alzarono, dapprima dolcemente come mare di rosolio poi inaudibili, gementi. La terra si allargò in un lembo, là in fondo, come se un albero sorgesse d’improvviso con i rami già ossuti e l’intera sua ombra scura e baluginante tal che scaglie di pesce fossero le foglie sul titanico tronco, e la spezzasse, la pianta spezzasse l’uniformità darà… Leggi tutto

La gatta con la carrozza d'oro e il naso del cosmo

La gatta con la carrozza d’oro e il naso del cosmo

C’era una volta in un paese non proprio lontano una città che scomparve. Spiegare come successe è impresa che esula dal presente narrare, perché fa parte di libri d’archivio; qui è bene sapere che la città, pur continuando ad esistere, si occultò. I suoi cittadini furono gli ultimi ad accorgersene. I primi furono i pendolari, perché si resero subito conto… Leggi tutto

Un bacio, chicco di grano che diventa pane

Un bacio, chicco di grano che diventa pane

Caro Amore, Abbassare le palpebre, per farmi bacio. Grazie a te. E cosa sono questi nuovi, impossibili occhi? Una conchiglia che appoggia la sua guancia alla guancia di terra, laggiù, nella fossa degli oceani, come l’angelo custode di un frutto, come il cigno che strofina le ali d’avorio intorno al suo corpo e si fa uovo. Sotto le palpebre la… Leggi tutto

So cosa vuol dire

So cosa vuol dire

SO cosa vuol dire entrare in una stanza: e tutti escono. Subito pensi: stronzi loro, ma alla decima volta inizi a sentire un ragno nero sulla spalla. Il tuo passo comincia a non essere più sicuro quando entri in quella stanza. Aspetti con ansia, (ansia, ansia), che qualcuno arrivi e ti saluti, perché l’uomo è un animale sociale e ama… Leggi tutto

La neve non è più bambina

La neve non è più bambina

Hotel Rigopiano. Una bara bianca per quattro bambini? Questa è la domanda dell’attesa, l’attesa accorata, sepolta, umile che proprio la neve ci ha insegnato nella nostra infanzia. Lei, fiaba del Paradiso. Quattro bambini si saranno messi alle finestre dell’hotel Rigopiano nei giorni scorsi, pensando i nostri pensieri più piccoli, quelli che ancora adesso, seppur dagli anni pesate, rendono leggere le… Leggi tutto

Lettere letteLettere letterarie a Babbo Natalerarie a Babbo Natale

Lettere letterarie a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei un altro baobab. Il Piccolo Principe Caro Babbo Natale, vorrei un’isola tutta per me e Giacomo Leopardi, affinché lui non naufraghi più nell’Infinito. Peter Pan Caro Babbo Natale, vorrei che qualche volta Bruno Vespa invitasse anche Reth Buttley a Porta a Porta. Rossella O’Hara Caro Babbo Natale, vorrei che gli uomini che hanno perduto il… Leggi tutto

E se le elezioni americane le vincesse un gatto?

E se le elezioni americane le vincesse un gatto?

Cantami o Musa, questa storia di Usa e fusa. Che elezioni, a-mici! Non crediate che Oltreoceano si sguinzagliano gli artigli della sfida, le zampate del duello alla rinfusa. Ascoltiamo l’opinione di un esperto: <Usa le mani ed abbiale libere. Che un gatto inguantato non piglia topi>. Niente guanti ma unghie di velluto, ordunque, e temerari agguati, anzi, agguatti! Parola del presidente… Leggi tutto

Perché Bob Dylan è un "grandissimo poeta"

Il Nobel a Bob Dylan? La risposta è nel vento

Ho un vecchio disco di un concerto live dei Dick Dick in cui cantano le canzoni di Lucio Battisti, narrando la vita del cantautore e la storia della loro reciproca amicizia. Ad un certo punto la voce narrante del concerto spiega: “Negli anni in cui eravamo giovani il nostro lavoro venne influenzato da un nuovo modo di fare musica che… Leggi tutto

Eutanasia di un'azalea

Eutanasia di un’azalea

La mia bambina: undici anni. Ogni sera, mettendola a letto, narrava di se stessa. Una coppia con gli anni che contano in modo diverso: invece di essere io, sua madre, che le racconta le fiabe, me le racconta lei, perché i suoi anni sono più lunghi dei miei. Un mese fa mi ha detto: mamma, tutti i miei compagni di… Leggi tutto

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